Teoria

 

Il nostro obiettivo è quello di proporre una metodologia di gioco che capirete se avrete la pazienza di leggere le pagine di questo sito e soprattutto se avrete la pazienza di seguirla per un po' di tempo. Quello che cercheremo di trasmettervi è che si vince non con un colpo secco o con martingale improponibili con un multiplo "stellare", ma con un costante e rigoroso impegno nel tempo. Ripeteremo spesso questo concetto: tutto quello che diciamo và inquadrato in ottica di un periodo di gioco [abbastanza] lungo e sistematico.
Pubblicheremo, prima dell’inizio di ogni match, le nostre quote, la cosiddetta “lavagna”, a seguito della quale daremo i nostri suggerimenti di gioco indicando anche le unitá da giocare. Giornalmente verrá aggiornato il nostro bilancio, cosicchè nel tempo possiate valutare quello che vi stiamo proponendo.

Pensiamo di rivolgerci a qualsiasi tipo di lettore/giocatore, dal principiante al giocatore esperto che quindi useranno le pagine di questo sito in maniera differente. Ci scusiamo con quelli esperti per dire cose che già sanno e invitiamo, altresì i principianti a porne molta attenzione.

 
 

La Quota

La quota assegnata ad un evento (da un bookmaker) non é altro che la probabilitá con la quale si pensa che quell'evento si possa realizzare.
E' perfettamente equivalente, quindi, dire che un evento quotato 1.60 ha il 62.5% (100/1.60) di probabilità di realizzarsi.

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La Singola

Tranne qualche rarissimo "strappo alla regola" il tipo di gioco che proponiamo si basa sul giocare eventi singoli. Il motivo per cui la singola é piú conveniente rispetto ad una multipla é abbastanza semplice, ed è tutto matematico.
Introduciamo prima il concetto di aggio (o margine) che è la percentuale che il bookmaker trattiene in una scommessa a quota fissa. Il calcolo dell’aggio è fondamentale per confrontare le quote tra vari bookmakers. In un evento con 1x2 si determina come segue:

A = 1-(100/(100/(quota 1) + 100/(quota X) + 100/quota 2)))

Esempio: Palermo-Udinese 2,25 - 2,57 - 3,60
1-(100/((100/2,25) + (100/2,57) + (100/3,60))) = 1-(100/ (42,73+32,78+35,71)) = 1-(100/ 111,22) = 1-0,9= 0,1= 10%

In questo caso l'aggio per il singolo evento é 10% a favore del book. Se giocate due eventi in multipla l’aggio diventa poco meno del 20%(il 10% iniziale + il 10% del rimanente 90%) se ne giocate tre, poco meno del 30% e cosí via.
Tutto questo in pratica vuol dire che, se per assurdo voi giocaste su tutti e tre i possibili risultati dividendo in maniera proporzionale la somma da giocare sui tre segni (1, x, 2), dovreste ricevere in dietro il 100% della somma che avete giocato, mentre invece riavreste il vostro denaro decurtato proprio dell'aggio, che diventa quindi nient'altro che il margine che il bookmaker "trattiene".

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Come nascono le quote

L’errore piú comune che si compie quando si approccia il mondo del betting é quello di giocare un evento (abbiamo accantonato il discorso delle multiple) prescindendo dalla quota: “gioco Roddick contro Volandri perché é piú forte e ha quindi piú probabilitá di vincere”. Nessuno mette in dubbio che abbia piú probabilitá di vincere, ma secondo voi, il bookmaker che banca la vostra puntata, non é al corrente che Roddick sia un chiaro favorito? Certo che lo sa e per questo fa una quota adeguata. Sia il giocatore che il bookmaker, hanno lo stesso scopo:vincere, ma i mezzi per raggiungerlo sono esattamente opposti. Il bookmaker fà le quote guardando il mercato, come si spostano le puntate e può quindi accadere che alcune quote non rispecchino i veri valori di un match e siano troppo sbilanciate (generalmente verso il favorito).

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Value Bet (e concetto base del nostro gioco)

Al di là delle formule, dietro al value bet c'è il vero "concetto forte" di tutto il discorso e del nostro metodo di gioco. Partendo dalle considerazioni fatte sul come nascono le quote, risulterá evidente che l’unico modo per poter competere con il bookmaker, che anche lui, ricordiamo, é un giocatore, é quello di andare a trovare quelle quote che ci consentano di essere in vantaggio . Pensiamo nella nostra lavagna di poter fare le vere quote di ogni match, o almeno quelle che secondo noi sono le quote "eque" che rispecchiano cioè le reali probabilità espresse in quel momento e di poter giocare quei match dove pensiamo di essere in vantaggio di quota.
E' importante sottolineare che la quota dei book è una variabile ben definita, cioè è la quota alla quale alla fine siamo "costretti" a giocare. La valutazione personale, invece, ci fornisce la seconda variabile del nostro sistema e cioè la quota con la quale noi facciamo la nostra lavagna e di conseguenza giochiamo.

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Money Management

La gestione del capitale iniziale è un elemento che spesso viene sottovalutato, ma ha un'importanza fondamentale per qualsiasi tipo di gioco, ed è il fattore che, a lungo termine, fà la differenza. Si inizia da una base minima che è quella di tenere traccia di tutte le giocate effettuate fino ad arrivare ad applicare metodi matematici alla gestione del capitale. Borsa e Scommesse sono accomunate dallo stesso tipo di problematiche e quindi anche dallo stesso tipo di soluzioni.
A tale proposito vogliamo introdurre e parlare del Criterio di Kelly, che è in questo campo l'unica formula ad essere stata matematicamente dimostrata. La formula è nata per altri scopi, ma poi è stata adattata anche alle scommesse. Il concetto, comunque, che ne è alla base, si sposa perfettamente con il nostro metodo di gioco.
Riassumendo un po':
Nelle scommesse, lo scommettitore parte svantaggiato rispetto al banco se gioca senza considerare la quota su cui puntare. L'unico modo per avere un vantaggio sul banco è quello che abbiamo precedentemente illustrato: individuare le Value Bet. A questo punto Kelly ci dice come dobbiamo giocare: più siamo in vantaggio di quota e più giochiamo.
Le variabili che vengono considerate sono: la probabilità dell'evento, che è soggettiva, cioè in pratica è la valutazione che noi diamo in base alla nostra esperienza, alle nostre conoscenze, alle nostre informazioni e l'altra è la quota alla quale riusciamo a giocare offerta dai vari book che è un dato oggettivo. Kelly ci fornisce la percentuale del nostro capitale da "investire" nella singola giocata, nel seguente modo:
K% = (q*p - 1)/(q-1), con q=quota - p=probabilità(assegnata da noi)
[ In senso più ampio ci troviamo all'interno della Teoria dei Giochi; il nostro scopo è quello di massimizzare la vincita.]

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