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La Quota |
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La quota assegnata ad un evento (da un bookmaker) non é altro che la probabilitá con la quale si pensa che quell'evento si possa
realizzare.
E' perfettamente equivalente, quindi, dire che un evento quotato 1.60 ha il 62.5% (100/1.60) di probabilità di realizzarsi.
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La Singola |
Tranne qualche rarissimo "strappo alla regola" il tipo di gioco che proponiamo si basa sul giocare eventi singoli.
Il motivo per cui la singola é piú conveniente rispetto ad una multipla é abbastanza semplice, ed è tutto matematico.
Introduciamo prima il concetto di aggio
(o margine) che è la percentuale che il bookmaker trattiene in una scommessa a quota fissa.
Il calcolo dell’aggio è fondamentale per confrontare le quote tra vari bookmakers. In un evento con 1x2 si determina come segue:
A = 1-(100/(100/(quota 1) + 100/(quota X) + 100/quota 2)))
Esempio: Palermo-Udinese 2,25 - 2,57 - 3,60
1-(100/((100/2,25) + (100/2,57) + (100/3,60))) = 1-(100/ (42,73+32,78+35,71)) = 1-(100/ 111,22) = 1-0,9= 0,1= 10%
In questo caso l'aggio per il singolo evento é 10% a favore del book. Se giocate due eventi in multipla l’aggio diventa poco meno
del 20%(il 10% iniziale + il 10% del rimanente 90%) se ne giocate tre, poco meno del 30% e cosí via.
Tutto questo in pratica vuol dire che, se per assurdo voi giocaste su tutti e tre i possibili risultati dividendo in maniera proporzionale la somma da giocare
sui tre segni (1, x, 2), dovreste ricevere in dietro il 100% della somma che avete giocato, mentre invece riavreste il vostro denaro decurtato proprio
dell'aggio, che diventa quindi nient'altro che il margine che il bookmaker "trattiene".
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Come nascono le quote |
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L’errore piú comune che si compie quando si approccia
il mondo del betting é quello di giocare un evento (abbiamo accantonato il discorso delle multiple) prescindendo dalla quota:
“gioco Roddick contro Volandri perché é piú forte e ha quindi piú probabilitá di vincere”.
Nessuno mette in dubbio che abbia piú probabilitá di vincere, ma secondo voi, il bookmaker che banca la vostra puntata,
non é al corrente che Roddick sia un chiaro favorito? Certo che lo sa e per questo fa una quota adeguata. Sia il giocatore che il bookmaker, hanno
lo stesso scopo:vincere, ma i mezzi per raggiungerlo sono esattamente opposti. Il bookmaker fà le quote guardando il mercato, come si spostano
le puntate e può quindi accadere che alcune quote non rispecchino i veri valori di un match e siano troppo sbilanciate (generalmente verso il favorito).
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Value Bet (e concetto base del nostro gioco) |
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Al di là delle formule, dietro al value bet c'è il vero "concetto forte" di tutto il discorso e del nostro metodo di gioco.
Partendo dalle considerazioni fatte sul come nascono le quote, risulterá evidente che l’unico modo per poter competere con il bookmaker,
che anche lui, ricordiamo, é un giocatore, é quello di andare a trovare quelle quote che ci consentano di essere in vantaggio
. Pensiamo nella nostra lavagna di poter fare
le vere quote di ogni match, o almeno quelle che secondo noi sono le quote "eque" che rispecchiano cioè le reali probabilità espresse
in quel momento e di poter giocare quei match dove pensiamo
di essere in vantaggio di quota.
E' importante sottolineare che la quota dei book è una variabile ben definita, cioè è la quota alla quale alla fine siamo "costretti"
a giocare. La valutazione personale, invece, ci fornisce la seconda variabile del nostro sistema e cioè la quota con la quale noi facciamo la nostra lavagna
e di conseguenza giochiamo.
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Money Management |
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La gestione del capitale iniziale è un elemento che spesso viene sottovalutato, ma ha un'importanza fondamentale per qualsiasi tipo di
gioco, ed è il fattore che, a lungo termine, fà la differenza. Si inizia da una base minima che è quella di tenere traccia di tutte le
giocate effettuate fino ad arrivare ad applicare metodi matematici alla gestione del capitale. Borsa e Scommesse sono accomunate dallo
stesso tipo di problematiche e quindi anche dallo stesso tipo di soluzioni.
A tale proposito vogliamo introdurre e parlare del Criterio di Kelly, che è in questo campo l'unica formula ad essere stata matematicamente
dimostrata. La formula è nata per altri scopi, ma poi è stata adattata anche alle scommesse. Il concetto, comunque, che ne è alla base,
si sposa perfettamente con il nostro metodo di gioco.
Riassumendo un po':
Nelle scommesse, lo scommettitore parte svantaggiato rispetto al banco se gioca senza considerare la quota su cui puntare. L'unico modo per avere un vantaggio sul banco è quello
che abbiamo precedentemente illustrato: individuare le Value Bet. A questo punto Kelly ci dice come dobbiamo giocare: più siamo in vantaggio
di quota e più giochiamo.
Le variabili che vengono considerate sono: la probabilità dell'evento, che è soggettiva, cioè in pratica è la valutazione che noi diamo in
base alla nostra esperienza, alle nostre conoscenze, alle nostre informazioni e l'altra è la quota alla quale riusciamo a giocare offerta dai vari book
che è un dato oggettivo.
Kelly ci fornisce la percentuale del nostro capitale da "investire" nella singola giocata, nel seguente modo:
K% = (q*p - 1)/(q-1), con q=quota - p=probabilità(assegnata da noi)
[ In senso più ampio ci troviamo all'interno della Teoria dei Giochi;
il nostro scopo è quello di massimizzare la vincita.]
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